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Verso Punta Manara.
Poche case;
una volta erano pescatori,
sull'affaccio al Silenzio.
Una stradina
porta verso l'alto,
luce nei pini marittimi,
suoni di cicale in festa.
Muretti a secco
profumi di rosmarino e alloro,
salsedine nelle narici.
Respira profondo
verso Punta Manara.
Mare cobalto!
Sprofonda nei miei occhi.
Il sole brucia le ferite.
Che porta?
Dissoluzione,
umida...di Lei.
Respiro profondo,
verso Punta Manara.
L'universo delle cicale
stordisce il cuore,
pacifica le mani laboriose,
santifica gli orizzonti.
C'è qualche vela,
qua e là.
Accartoccia,
il cielo blu.
Stremàno,
questi sandali polverosi.
Acceca,
l'aureola dell'infinito blu.
Punta Manara.
Ormai è qui.
Dove ci trovammo,
ad incidere l'arenaria
coi nostri cuori,
bruciati d'amore giovanile.
Tu,
mare mio,
da qui,
vorace come squalo,
nutríti del mio anfiteatro!
Che ancora rappresenta Lei.
M.M. 01/05/2026